Gioielli (2)

Gioielli in micromosaico

 Il micromosaico trova nell'arte del gioiello uno dei campi più congeniali al suo linguaggio virtuosistico e alla natura compatta e luminosa dei suoi materiali.
Il suo impiego nel campo dell’ornamento della persona fu immediato ed è documentato in diademi, spille, ornamenti da vita, pendenti da orecchio, anelli, bottoni, bracciali, collane. 

Nel 1785, uno specialista di miniature in micromosaico noto con il cognome di Ansidei, lavorava nel suo studio   il ritratto del Papa (Pio VI) per un anello di commissione di un signore polacco, per cui deve farne altri dodici consimili e Cesare Aguatti si accingeva a realizzare una guarnizione di bottoni  fatta per l’abito da caccia del re di Napoli (Ferdinando IV di Borbone), nei quali erano rappresentate le figure di molti animali  (Carloni 2001). Goethe nel 1786 rimpiangeva  che la tecnica musiva impiegata dagli antichi in opere monumentali si fosse ridotta fino ai braccialetti e alle tabacchiere. Venti anni dopo l’erudito Giuseppe Antonio Guattani (1806/1807)  riferisce che nello studio di uno dei più affermati mosaicisti romani del momento, Filippo Puglieschi, si poteva vedere una commissione di 450 pezzi tra collane, spille, anelli, pendenti, tabacchiere.
Il genere fu molto apprezzato dai napoleonidi. Presso il Museo Napoleonico di Roma è possibile ammirare la parure che Antonio Aguatti (doc. fino al 1848) elaborò per Carolina Bonaparte (1782-1839), regina di Napoli dal 1808 al 1815 come consorte di Joachim Murat (1767-1815).
Il repertorio ornamentale impiegato per il gioiello è quello che contraddistingue le scelte tipiche della tecnica a piccole tessere rivolte ad appagare le richieste dei forestieri in visita alla Città eterna.   
Le creazioni d’arte orafa in cui è utilizzato il micromosaico rispecchiano  il gusto del tempo a cui appartengono. Nella seconda ritratto con mosaicometà dell’Ottocento la produzione che meglio le rappresenta è quella della bottega orafa romana dei Castellani di cui restano splendidi esemplari presso il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. 
 Menu- bibliografia
Carloni 2001, pp. 144-145.
Guattani 1806/1807, vol. II p. 11.

Teodoro Matteini (Pistoia 1754 – Venezia 1831), ritratto di Augusta Amàlia Luisa principessa di Baviera viceregina d'Italia Milano, Galleria Arte Moderna.
Sotto il seno, l'abito dalla generosa scollatura è fermato da una cintura a larghe maglie e impreziosita da un medaglione centrale in micromosaico raffigurante  le tre colonne del Tempio dei Castori al Foro Romano. I capelli sono trattenuti sulla fronte da un diadema  su cui è incastonato un cammeo con testa di Baccante.

Danzatrice

Santa Cecilia da Raffaello