scatole e tabacchiere (1)

Scatole

Oggetto con una storia millenaria e presente nelle più diverse situazioni dell’esistenza. Nella componente più intrinsecamente connessa con le arti decorative le scatole che conobbero particolare fortuna all’epoca dell’affermazione del micromosaico furono quelle destinate a portagioie, bomboniere, portanei (boîte à mouche), porta profumi e così via.

Tabacchiere

Scatoline per contenere tabacco iniziarono a circolare in Europa a partire dal XVI secolo raggiungendo il massimo della diffusione nei secoli successivi, fino all’Ottocento. Compagne inseparabili di tutte le classi sociali furono realizzate con materiali, forme e decorazioni molto diversificate. Se ne produssero sia da tasca che da tavolo: in quest’ultimo caso di forma leggermente più grande. I materiali impiegati per la loro realizzazione furono molteplici, dal legno, all’avorio, alla tartaruga, fino ai metalli preziosi esaltati da diamanti e gemme. La decorazione- eseguita con una grande varietà di tecniche- fu principalmente distribuita sul coperchio (a volte anche all’interno). Per la produzione riservata alla corte il soggetto decorativo fu rappresentato, in molti casi, dal ritratto del sovrano regnante.

Il micromosaico trovò nella tabacchiera da tasca uno degli oggetti più congeniali alla misura e ai temi delle sue creazioni. Placchette di formato circolare e rettangolare di dimensioni adatte al palmo della mano furono appositamente realizzate per essere montate su scatole preziose.

Nel 1785 il mosaicista “Ansidei” lavorava due mosaici per altrettante scatole di alabastro orientale, fiorito, agatato, sanguigno. Il primo raffigurava una Venere ed era destinato al Re di Napoli (Ferdinando IV); il secondo la Veduta dei due cavalli colla guglia che si vedrà alzata a Monte Cavallo destinato a Romualdo Braschi (nipote di Pio VI e maggiordomo dei Sacri Palazzi apostolici). Da notare che i lavori per la sistemazione della piazza del Quirinale furono eseguiti nel periodo 1783-1786, dunque l’Ansidei lavorava su un soggetto di sorprendente attualità (Carloni, 2001, p. 145).

Chioccia coi pulcini