TAVOLI (5)

 TIPOLOGIE DECORATIVE

-Il tavolo è l’elemento di arredo in cui il micromosaico sviluppa su larga scala il virtuosismo dei suoi meccanismi compositivi e raggiunge risultati originali per invenzione e sorprendenti per resa pittorica.
-Nel confronto con la grande dimensione gli artisti studiano schemi compositivi di tipo geometrico trovando soluzioni di differente livello di complessità.
-I tavoli circolari presentano una distribuzione dei motivi ornamentali entro anelli concentrici; i rettangolari una distribuzione che privilegia l’asse centrale maggiore, i lati e gli angoli esterni. La suddivisione geometrica della superficie è ottenuta, perlopiù, con listelli di marmi pregiati di differenti colori.
-La decorazione può essere realizzata interamente a tessere o può essere applicata su piani marmorei, a mo’ di intarsio. Il marmo più utilizzato è il Nero del Belgio.
-Una soluzione largamente adottata è anche la giustapposizione del commesso di marmi pregiati e di riserve in micromosaico, queste ultime di solito inserite nella parte centrale del piano.
-I motivi decorativi derivano in massima parte dal repertorio classico del mosaico minuto: vedute di Roma, copie di dipinti di grandi maestri, copie dall’antico, motivi floreali, soggetti animalistici. Non mancano temi di nuova invenzione.
-I mosaicisti romani della prima e della seconda generazione  creano tavoli per lo spazio fastoso delle corti. Questi preziosi piani sono montati su sostegni realizzati appositamente da ebanisti e bronzisti.
-Nel 1788 Pompeo Savini esegue tre tavoli destinati come dono al re di Polonia Stanislao II Augusto Poniatowski, due rettangolari e uno circolare. I rettangolari ornati l’uno con Le colombe capitoline  e l’altro con Due papere copiate da un prototipo scultoreo antico esistente presso i Musei Vaticani. Il circolare con Un toro in un paesaggio tratto da un dipinto del boemo Venceslao Peter e allusivo allo stemma del sovrano (Varsavia, Museo Nazionale).
-Lo Studio del mosaico Vaticano negli anni 1813- 1818 realizza il guéridon  detto lo Scudo di Achille, donato nel 1826 da Leone XII al re di Francia Carlo X (Versailles, Castello, Grand Trianon).
-Nel 1823 Michelangelo Barberi termina il tavolo tondo raffigurante Il trionfo d’Amore, acquistato nel 1826 dall’imperatrice Alessandra Fedorovna, moglie di Nicola I. L’opera è firmata Opus equitis Barberi –A. 1823 Roma (San Pietroburgo, Ermitage). Il medesimo artista è autore di altri numerosi tavoli, tutti annoverabili tra i più alti capolavori della tecnica a piccole tessere.
-Tavoli d’invenzione e di qualità strabilianti sono conservati presso l’ Ermitage di San Pietroburgo e il Victoria & Albert di Londra (Collezione Gilbert).

 OPERE IN PRIMO PIANO



Michelangelo Barberi (Roma 1787-1867 )
Ricordo delle passeggiate in Roma

Piano di tavolo rettangolare con le Colombe capitoline, girali floreali, farfalle, fregio perimetrale a rombi intrecciati

 

Tavolo circolare
con nove vedute di monumenti romani

Michelangelo Barberi (Roma 1787-1867)
bozzetto per un tavolo

Scott’s tabletop
da Pietro Paolo Rubens (1577-1640), Romolo e Remo allattati dalla lupa