Note tecniche

Il mosaico minuto in smalti filati utilizza tessere di misura molto piccola, anche inferiore al millimetro, ottenute dalla filatura dello smalto o pasta vitrea che ne costituisce la materia prima.
Il mosaicista provvede personalmente alla produzione del materiale necessario all’opera che intende realizzare e - proprio come un pittore- ottiene le gradazioni di tono necessarie attraverso  la fusione di smalti di colore diverso. Per la realizzazione delle tessere segue i seguenti passaggi:

1.    fusione degli smalti entro un crogiuolo ad una temperatura di circa 800 gradi
2.    lavorazione della massa incandescente per mezzo di puntelli
3.    filatura dell’amalgama ottenuto che è tirato, con appositi, strumenti fino ad ottenere 
       fili, o bacchette, dello spessore desiderato
4.    Pressioni sul filo ancora incandescente per la definizione della forma (quadrata,
       rettangolare, circolare o altro)
5.    creazione della tessera dal filo, una volta indurito, attraverso la frattura  in segmenti di  
       dimensioni millimetriche

Il mosaico  in grande

Il mosaico in grande in smalti tagliati utilizza tessere di circa un centimetro di lato (ma anche di maggiori dimensioni) ottenute da pizze di smalto per mezzo del tagliolo e della martellina.
Il tagliolo è un ceppo di legno munito alla sommità di una punta di acciaio (o altro).
La martellina è un  martello pesante con tagliente molto affilato.
Il termine pizza  definisce la forma di smalto prodotta in fornace.
La tessera si dice tagliata in quanto è il risultato del taglio della pizza di smalto posta sul  tagliolo e colpita con la martellina in corrispondenza del punto di appoggio.
Con la tecnica del mosaico in smalti tagliati fu eseguita nel corso di oltre due secoli, a partire dalla fine del Cinquecento, la decorazione della cupola maggiore, delle cupole minori, delle volte delle cappelle e degli altari della basilica di San Pietro. A questa straordinaria impresa contribuirono generazione di artisti che operarono alle dipendenze della Reverenda Fabbrica di San Pietro, l’istituzione pontificia preposta alla cura della basilica vaticana fin dalla fine del Cinquecento. In seno ad essa fu creato nel 1727 lo Studio del mosaico celebre in tutto il mondo ed ancora oggi in attività.